L’emozionante storia di Cossinia.

Cossinia era una ragazza di una nobile famiglia, che intorno alla fine del II secolo fu destinata al sacerdozio di Vesta. Allo scadere del trentennio “di servizio“, Cossinia scelse di non tornare alla casa paterna (come sarebbe stato suo diritto) e rimase presso il tempio della dea fino alla morte (intorno a 75 anni).

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Il popolo riservò a Cossinia grandi onori, e pose nella sua tomba la piccola bambola in avorio che dovette essere molto cara alla vestale, forse come simbolo della sua infanzia.
Le fanciulle romane, infatti, potevano giocare con le loro bambole solo fino alla vigilia del matrimonio, quando offrivano i propri giocattoli alla divinità, nel corso di una cerimonia che segnava il loro ingresso nei ruoli di sposa e madre. Cossinia, però, non andò mai sposa e tenne sempre con sé la sua splendida “pupa“!

Se anche voi volete rendere omaggio a Cossinia e alla sua bambola potete recarvi al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo dove la bambola è esposta, a perenne memoria dell’eterna fanciulla Cossinia.

(Angelo Coccaro)

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