Caterina, l’Adorazione dei pastori e il sogno spezzato in una maledetta nottata di maggio

Stasera voglio parlarvi di una notte di fine maggio, una nottata maledetta.

Quella che vedete nella foto è l’Adorazione dei pastori, o meglio quello che resta dell’Adorazione dei pastori, di Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti). Il quadro si trovava agli Uffizi, e insieme ad altre opere fu irrimediabilmente distrutto nel corso dell’attentato dei Georgofili. Era un capolavoro unico, che non riusciremo mai più a vedere e ad ammirare. Quello che però oggi dobbiamo ricordare, e su cui vi invito a fare un pensiero, è il fatto che i maledetti bastardi criminali, nel mettere quella bomba, non solo hanno distrutto un’opera d’arte ed hanno privato noi tutti di poterci emozionare di fronte ad essa, ma soprattutto – ed è questo il male che li condanna alla pena eterna – hanno, con la loro vigliaccheria, privato 5 anime innocenti del dono che nessuno mai può arrogarsi il diritto di togliere, ossia la vita. E, per favore, non chiedetemi di avere pietà di queste bestie, non ci riesco: il male che essi hanno fatto l’hanno fatto a ognuno di noi, a ogni padre, a ogni madre, a ogni studente e ad ogni appassionato dell’arte.

Gherardo delle Notti - Annunciazione.jpg

In quella maledetta notte, oltre a squarciare una tela, quelle bestie hanno tolto la vita a 5 anime, incolpevoli vittime di una guerra in cui non hanno imbracciato il fucile. Tra loro c’era Caterina, venuta al mondo da appena 50 giorni. Ebbene voglio immaginare che la piccola Caterina oggi ci sorride dall’alto, adorata come il Bambino della tela di Gherardo. E voglio immaginare che a fargli compagnia e a sorridergli su un manto di nuvole siano Fabrizio, Angela e Nadia (la madre, il padre e la sorella, anch’essi morti nell’esplosione) e Dario, giovane studente che si trovava quella notte a Firenze per poter accrescere la sua cultura.

A loro va il mio pensiero. Quando, in futuro, vi troverete ad ammirare un’Adorazione dei pastori, oppure quando vi troverete di fronte a un’opera di Gherardo delle Notti, ricordatevi di questi cinque angeli.

(Angelo Coccaro)

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