Romanità

Un giorno, ‘na signora forastiera,
passanno cor marito,
sotto l’Arco de Tito,
vidde ‘na gatta nera
spaparacchiata fra l’antichità.

“Micia, che fai?”, je chiese e je buttò
un pezzettino de biscotto ingrese,
ma la gatta, scocciata, nu’ lo prese
e manco l’odorò.
Anzi la guardò male
e disse co un’aria strafottente:
“Grazzie, madama, nun me serve gnente:
io nun magno che trippa nazzionale!”

(Trilussa)

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